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Amare e servire

Casella di testo: Camminare con Dio
(Luca 9:23-27)
 
“Diceva poi a tutti: ´Se uno vuol venire dietro a Me, rinunzi a sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e Mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; 
ma chi avrà perduto la propria vita per amor Mio, la salverà. Infatti, che serve all’uomo guadagnare tutto il mondo, se poi perde o rovina sé stesso? Perché se uno 
ha vergogna di Me e delle Mie parole, il Figlio dell’uomo avrà vergogna di lui, quando verrà nella gloria Sua e del Padre e dei santi angeli”  (Luca 9:23-26). 
Chi ama la lettura della Parola di Dio scopre che ci sono pagine di cui ricercare il significato che viene rivelato dallo Spirito Santo.
Ma “camminare con Dio” che cosa significa?
La parola rivolta da Gesù a coloro che intendono vivere una vera relazione con Lui: “Se uno vuole venire dietro a Me, rinunzi a se stesso …” presenta un prezzo elevato: 
occorre rinunciare!
Rinunciare a che cosa?
Si tratta di rinunciare a quelle nostre scelte terrene quando queste non coincidono con quelle che Gesù ritiene essenziali per il conseguimento della vera vita.
Si tratta dei progetti che potrebbero garantirci successo, piena riuscita nella società secolare, a volte si tratta di rinunciare persino a quei ruoli nella comunità ai 
quali aspiriamo, ma che Dio non ci ha assegnato.
Si tratta di rinunciare alla presunzione che, pur camminando nelle Sue vie, sia Lui che deve tenere il nostro passo e non noi il Suo.
La nostra croce è la priorità che diamo a Lui e che ci rende ostile il mondo.
Se rifiutiamo questa croce dimostriamo di vergognarci di Lui, di conseguenza Lui si vergognerà di noi.
È Lui che ci chiama, quale sarà la nostra scelta?
Siamo disposti a seguire Gesù?
Ne sentiamo l’attrazione? (Matteo 7:7-8; Atti 2:39; Giovanni 21:22; Atti 2:47; Matteo 9:9).
Giuda Iscariota era uno che, chiamato da Gesù a un ruolo speciale, Lo seguiva, ma solo per i propri secondi fini, fra i più ignobili, la sua fu una ben triste sorte!
È possibile dare da credere al mondo che siamo seguaci di Gesù, e poi rinnegarLo come Maestro, Salvatore, Guida, Speranza, Signore, Dio.
Un’espressione dell’apostolo Giacomo resta inequivocabile: “Non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo 
si rende nemico di Dio”  (Giacomo 4:4).
Comunemente si ritiene che “la croce” di chi si propone di seguire Gesù sia l’afflizione, la malattia, la sofferenza a cui è soggetta tutta l’umanità che, in questa ottica, 
risulterebbe tutta salvata, tutta cristiana.
In realtà si comprende che, nonostante il nostro corpo sia soggetto ai molti mali presenti nel mondo, la sofferenza prodotta dalla fede in Gesù Cristo e la persecuzione
 a motivo della croce ci fanno identificare sempre più con il nostro Signore.
Gesù sta per ritornare nel mondo, decidiamoci dunque, come Suoi seguaci, a perseguire lo scopo della Sua missione fondata sull’amore (Giovanni 3:16)!
Decidiamoci a seguirLo con tutto noi stessi, anima, spirito e corpo!
Decidiamoci a servirLo, non a servircene!
Cristo sarà manifestato con il Suo ritorno sulla terra e, anche allora, continueremo a camminare con Lui, alla Sua Luce, esercitando quello che come cristiani 
dobbiamo possedere fin d’ora: non tanto il senso limitatissimo delle cose degli uomini, inadatto a conseguire la vera vita e la vita eterna, ma il senso delle cose di Dio!
 
Germano Giuliani
 
Tratto da RISVEGLIO PENTECOSTALE Giugno 2010